Il progetto editoriale

Un archivio ragionato, indipendente e documentato per orientarsi tra fatti, fonti ufficiali e ipotesi sui casi Orlandi-Gregori.

Una scrivania d’archivio in legno scuro, consumata dal tempo, coperta da un ordinato ventaglio di fascicoli beige, cartelline rigide e fotografie in bianco e nero parzialmente coperte, senza volti riconoscibili. Al centro, una vecchia macchina da scrivere metallica e una lente d’ingrandimento appoggiata su un documento dattiloscritto con righe sottolineate. L’ambiente è un ufficio silenzioso dalle pareti rivestite di scaffali metallici carichi di scatole d’archivio. Una luce fredda da neon sul soffitto si combina con un taglio di luce naturale da una finestra laterale, creando ombre nette e un’atmosfera investigativa, seria e professionale. Inquadratura leggermente dall’alto, profondità di campo media, stile fotografico realistico, toni neutri e leggermente desaturati.
Un corridoio interno del Vaticano visto in prospettiva, con pavimento in marmo lucido, pareti color avorio e porte di legno chiaro chiuse su entrambi i lati. In fondo, una grande finestra con vetro spesso lascia entrare una luce pomeridiana diffusa che si riflette sul pavimento, creando una scia luminosa che guida lo sguardo. Su un lato del corridoio, un carrello d’archivio metallico porta scatole etichettate, nessuna scritta leggibile in dettaglio. L’atmosfera è solenne, silenziosa, lievemente misteriosa, con un senso di attesa e ricerca della verità. Fotografia a livello occhi, composizione centrale che enfatizza la profondità, stile realistico pulito e professionale.

Missione, metodo e trasparenza

Ricostruiamo i casi Orlandi e Gregori con un approccio rigoroso: solo fonti verificabili, confronto tra versioni ufficiali e dossier indipendenti, documenti sempre contestualizzati.

La redazione investigativa

Un tavolo grande da sala riunioni ricoperto da una mappa di Roma ad alta risoluzione, con alcune puntine colorate che segnano diversi quartieri, assieme a ritagli di giornale sfocati e appunti manoscritti parzialmente coperti, senza nomi leggibili. Ai bordi del tavolo, registratori portatili, un taccuino aperto e una penna stilografica, suggeriscono un lavoro giornalistico investigativo. La scena è illuminata da una luce calda proveniente da una lampada a sospensione sopra il tavolo, che crea un cono di luce concentrato e ombre morbide ai margini. L’ambiente circostante rimane in penombra, sfocato, accentuando la focalizzazione sui materiali. Inquadratura dall’alto, stile fotografico realistico, atmosfera intensa e riflessiva.

Aarav Sharma

CEO

Giornalista e ricercatore indipendente, coordina la raccolta documentale sui casi Orlandi e Gregori dal 2010.

Una scrivania d’archivio in legno scuro, consumata dal tempo, coperta da un ordinato ventaglio di fascicoli beige, cartelline rigide e fotografie in bianco e nero parzialmente coperte, senza volti riconoscibili. Al centro, una vecchia macchina da scrivere metallica e una lente d’ingrandimento appoggiata su un documento dattiloscritto con righe sottolineate. L’ambiente è un ufficio silenzioso dalle pareti rivestite di scaffali metallici carichi di scatole d’archivio. Una luce fredda da neon sul soffitto si combina con un taglio di luce naturale da una finestra laterale, creando ombre nette e un’atmosfera investigativa, seria e professionale. Inquadratura leggermente dall’alto, profondità di campo media, stile fotografico realistico, toni neutri e leggermente desaturati.

Mateo García

CTO

Avvocata penalista, cura l’analisi degli atti giudiziari e verifica la coerenza legale delle ricostruzioni proposte.

Un corridoio interno del Vaticano visto in prospettiva, con pavimento in marmo lucido, pareti color avorio e porte di legno chiaro chiuse su entrambi i lati. In fondo, una grande finestra con vetro spesso lascia entrare una luce pomeridiana diffusa che si riflette sul pavimento, creando una scia luminosa che guida lo sguardo. Su un lato del corridoio, un carrello d’archivio metallico porta scatole etichettate, nessuna scritta leggibile in dettaglio. L’atmosfera è solenne, silenziosa, lievemente misteriosa, con un senso di attesa e ricerca della verità. Fotografia a livello occhi, composizione centrale che enfatizza la profondità, stile realistico pulito e professionale.

Zuri Ndlovu

Ingegnere

Storico dei movimenti religiosi, collabora alla contestualizzazione del ruolo del Vaticano e del clima politico dell’epoca.

Un tavolo grande da sala riunioni ricoperto da una mappa di Roma ad alta risoluzione, con alcune puntine colorate che segnano diversi quartieri, assieme a ritagli di giornale sfocati e appunti manoscritti parzialmente coperti, senza nomi leggibili. Ai bordi del tavolo, registratori portatili, un taccuino aperto e una penna stilografica, suggeriscono un lavoro giornalistico investigativo. La scena è illuminata da una luce calda proveniente da una lampada a sospensione sopra il tavolo, che crea un cono di luce concentrato e ombre morbide ai margini. L’ambiente circostante rimane in penombra, sfocato, accentuando la focalizzazione sui materiali. Inquadratura dall’alto, stile fotografico realistico, atmosfera intensa e riflessiva.

Leila Haddad

Designer

Data journalist, cura cronologie, grafici e mapping delle fonti per offrire una visione chiara e verificabile dei fatti.

Contatti

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