Caso Emanuela Orlandi: la risposta dell’Archivio Centrale dello Stato

Ho scritto all’Archivio Centrale dello Stato di Roma: cercavo documenti che contenessero i miei dati sensibili, dell’epoca.

Sia le forze dell’ordine che il governo mi hanno confermato che essi sono contenuti al Ministero dell’Interno. Appartengono al SISDE, pertanto il titolare del trattamento è l’On. Mantovano, con delega ai Servizi.

Così mi aveva detto il Presidente Meloni.

La responsabilità della desecretazione, però, è del Presidente della Repubblica, Mattarella, in quanto capo delle forze armate.

Sono anche venuta a sapere dal Presidente Meloni che non mi può dare copia dei miei dati personali particolari, ai sensi del GDPR sulla Privacy, alla quale ho diritto per direttiva europea, perché…. la Diocesi avrebbe recapitato minacce nei miei confronti, se i dati mi venissero consegnati.

Nella risposta ricevuta, l’Archivio Centrale dello Stato indica, tra la documentazione relativa al caso Orlandi, le “Raccolte speciali / Ministero dell’Interno / Direzione generale della pubblica sicurezza”. Precisa inoltre che il fascicolo conservato presso l’Archivio contiene soltanto tre fogli, che attestano il contenuto documentario della busta 369, sottofascicolo n. 8, “scomparsa di Emanuela Orlandi”, che non è mai stata versata all’Archivio Centrale dello Stato.

L’Archivio precisa inoltre che nel carteggio da esso conservato non risultano citati miei dati personali. Tale verifica, tuttavia, riguarda la documentazione disponibile presso l’Archivio e non può comprendere il contenuto della busta 369, sottofascicolo n. 8, che, come specificato nella stessa risposta, non è mai stata versata all’Archivio Centrale dello Stato.

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